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Scrivere per sorridere

Sì, lo ammetto. La forza principale che mi ha spinto a scrivere atti unici e commedie è stata il divertimento. C'erano anche altre motivazioni, teoriche e pratiche, ma il piacere di sorridere delle battute che i personaggi creati della mia fantasia pronunciavano, resta oggi, forse, il solo scopo del lavoro di commediografo. Scrivere per sorridere, e se è possibile trasmettere questo buon umore anche al pubblico. Ordinando questi atti unici, commedie e scenette, mi sono reso conto che manca qualcosa, e da uomo di teatro, mi è apparso evidente come queste battute scritte, manchino della recitazione. 

Mi diverto quando le penso, perché immagino il personaggio che le interpreta, con i toni giusti, i gesti e le pause appropriati, a volte sento la musica, vedo la scena e tutto funziona come il meccanismo di un orologio. La mia preoccupazione è che la lettura del testo, da sola, non riesca a rendere la comicità che non è esclusivamente di parola ma di situazione. Il problema è che un testo teatrale, non è un romanzo, e non si può semplicemente immaginare di leggerlo, perché è solo un primo passo verso la meta che è lo spettacolo finale. 

Da autore, attore e regista, ho avuto la fortuna, di mettere in scena, questi testi e anche la soddisfazione di vedere il pubblico che li gradiva, ma di tutto questo, come accade sempre in teatro, non è rimasto niente a parte il copione, che da solo non può restituire quelle emozioni, tranne che qualcuno non sia tentato dalla voglia di rimettere in scena, ancora una volta, queste parole scritte. Questa speranza mi ha portato a presentarli su internet, perché mi piacerebbe molto vederli rappresentati da attori e registi che non conosco, per verificare come con il loro contributo saprebbero rinnovarli. 

I personaggi che affido alla vostra curiosità, sono sempre dei perdenti, in lotta con la vita e le loro contraddizioni, è gente comune che vive, ama, lavora accanto a noi, alla ricerca di qualche attimo di felicità, sognando il successo o semplicemente, cercando di trovare un senso nell'esistenza, che non sia già preconfezionato; e magari stimoli, forse, in un qualche modo il pensiero e il senso critico abbinato alla curiosità intellettuale. 

Una dura lotta, insomma, che come in tutti testi comici prevede colpi proibiti e critiche feroci senza risparmiare nessuno, perché lo scopo della satira è quello, di mostrare i difetti, che non appartengono solo agli altri, ma sono la base su cui costruiamo la nostra personalità. Augurandovi una buona lettura e forse messa in scena, me ne vado, prima che si alzi il sipario e mi trovi ancora una volta nel posto sbagliato al momento giusto.

Luigi Monfredini

Luigi Monfredini si laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo.

Nei primi anni d'attività teatrale studia e lavora, con la scuola del circo dei Fratellini di Parigi, la compagnia People Show di Londra, Alessandra Galante Garrone, Pierre Byland, Roy Bosyer, Otello Sarzi, Maria Signorelli, si occupa anche di teatro sperimentale, teatro d'animazione, teatro comico e classico.

Parallelamente alla carriera d'attore che lo porta a fare il doppiatore alla Rai e a lavorare con diverse compagnie professionistiche, importanti registi, Teatri stabili, Enti Lirici, Associazioni Culturali pubbliche e private, inizia un'attività didattica, che continua ancora oggi, diffondendo la passione per il teatro alle nuove generazioni.

Oltre che interprete diventa autore di commedie e anche regista, ed è in questa triplice veste che mette in scena per l'Università e il Comune di Bologna, una serie di ritratti di personaggi storici legati alla città.

Non riporto il lungo elenco di titoli di spettacoli, recital di poesie e narrativa a cui ha partecipato per non essere prolisso. Vi segnalo un sito internet: www.bimbibo.it in cui, come autore, cura una rubrica dedicata ai bambini: "La casa dell'Orco", che con filastrocche e altre assurdità, si prende gioco della realtà. Divertimenti che sono stati, in parte, pubblicati sul quotidiano "Il Domani".

E' autore del libro di racconti: "Frulli" pubblicato dalla casa editrice bolognese. Pendragon.